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I cretini sono sempre piu' ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere (Legge di Murphy - 8° corollario)!

Zio Pesce - "Officina di Mare"
Via Cicco Simonetta, 8
Milano (MI)
Tel. 02/58109145
www.ziopesce.it

Il nome di questo locale in zona ticinese a Milano non lascia dubbi sulla tipologia della sua proposta gastronomica. Si tratta di una nuova ed interessante realtà milanese che si caratterizza per un approccio che coniuga bene una discreta qualità di cibo ed ambiente (quest’ultimo decisamente informale) a prezzi onesti.

Siamo accolti con un sorriso che mette immediatamente a proprio agio e veniamo accomodati in un tavolo forse un po’ piccolo per il numero dei commensali (sei). L’apparecchiatura è semplice ma in linea con l’immagine del locale, che vuole essere di sostanza piuttosto che di formale rigore. Il tovagliato a quadri rossi e bianchi si integra bene con il resto dell’ambiente.

Insieme ai menù arriva un piccolo stuzzichino a base di riso al nero di seppia e l’acqua (frizzante e naturale) alla spina. Il riso era buono ma peccato non sia stato sufficientemente valorizzato. Un piatto unico per sei persone non è proprio una degna presentazione. Manca inoltre anche solo la proposta di un vino come aperitivo in abbinamento. Peccato!

La carta delle portate è semplice e quasi totalmente formata da proposte a base di pesce, peraltro in tono con la vocazione del locale. Analogamente si presenta la carta dei vini. Quest’ultima mi ha deluso per la qualità della proposta, decisamente sottotono come successivamente verificheremo. Capisco la volontà di mantenere basso l’esborso economico ma qualche bottiglia di maggior pregio la si potrebbe comunque offrire lasciando la scelta ai commensali sulla soluzione che ritengono più opportuna per il loro palato e per il loro portafogli.

Incominciamo bevendo un Pigato di Paolini che accompagna un fritto misto leggerismo e molto buono servito come preantipasto. Il vino è corretto, privo di difetti ma abbastanza anonimo. Il servizio è sostanziale e pragmatico (niente cerimoniale di apertura della bottiglia e di assaggio del vino).

Si passa poi ad un primo di Paccheri alle vongole e bottarga. Un bel piatto, equilibrato ed abbastanza leggero. La bottiglia di Pigato è stata nel frattempo sostituita con un Greco di Tufo (non ricordo la cantina) anch’esso abbastanza anonimo come tutti i vini della serata. Il bicchiere non ci è mai stato cambiato. E’ un attenzione che non impatta sui costi (o comunque impatta in misura minimissima) e che ritengo inderogabile.

Uno splendido astice alla catalana ha onorato nel migliore dei modi un secondo decisamente gustoso. Il tutto accompagnato da un Vermentino di Sardegna. Anche per il vermentino il nome della cantina non ha colpito la mia memoria. Sicuramente in Sardegna si trova di molto meglio a parità di prezzo (uno per tutti, il canayli di Tempio!).

Per dolce ho assaggiato una buona “creme brulè” accompagnata da uno zibibbo servito al bicchiere.

Una grappa morbida e profumata ha sigillato una cena di buon livello.

Il servizio è stato decisamente cordiale (un plauso, che tristezza i camerieri con i musi lunghi che non ridono mai tipici di troppi ristoranti italiani), giustamente veloce ed abbastanza efficiente. Niente di speciale ma in linea con le aspettative di un cliente informale che vuole trascorrere una serata semplice all’insegna di una buona cucina di mare.

Il giorno della nostra visita coincideva con il ponte del 2 giugno. Probabilmente il giudizio non sarebbe stato lo stesso in un sabato sera qualunque dove l’affollamento del locale sarebbe certo con tutte le conseguenze del caso. In ogni caso è caldamente consigliata la prenotazione.

Il giudizio finale non può che essere positivo anche in funzione di un conto più che onesto (circa 40 euro a persona tutto compreso). Con alcuni accorgimenti nella selezione della cantina ed una piccola riorganizzazione nel servizio delle portate il locale potrebbe proporsi in modo ancora più soddisfacente. Piccoli peccati di gioventù facilmente recuperabili nel tempo.