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Per ergonomia d'uso intendiamo la facilità con la quale
si impostano e verificano le funzioni della fotocamera, la portabilità
e la mira. Ovviamente le filosofie di approccio ad una macchina reflex sono
diverse e non paragonabili rispetto a quelle compatte o le cosidette "bridge". Quindi analizzeremo i
fattori ergonomici separatamente per le tre tipologie di fotocamere.
Fotocamere Compatte.
Uno dei fattori ergonomici principali in
questo tipo di fotocamere e sicuramente la trasportabilità. Dimensioni
compatte e leggerezza costituiscono un fattore positivo da tenere in considerazione.
Ha poco senso scegliere una compatta dalle dimensioni di una reflex ma che non
ha i vantaggi di questa. Un altro aspetto da non trascurare su queste fotocamere
è la presenza o meno del mirino ottico. Purtroppo la tendenza è
sempre di più quella che tende ad eliminare questo ausilio di mira a
favore della presenza unica di uno schermo LCD. Di conseguenza la leggibilità
e flessibilità di quest'ultimo diventano fondamentali. Un buono schermo
LCD montato su una fotocamera compatta deve essere ampio almeno 2,5" (meglio
3") e possibilmente orientabile (al momento però sono piuttosto
rari!). Deve inoltre poter garantire una buona lettura in condizioni di forte
luce ed in notturna.
Fotocamere Reflex.
Le reflex amatoriali e semiprofessionali
si equivalgono in termini di ergonomia nell'ambito delle rispettive categorie.
Le differenze sostanziali sono proprio quelle che permettono di definire una
reflex amatoriale o semiprofessionale. Vediamo di riassumerle:
Secondo display LCD illuminato collocato nella parte alta
con i dati di esposizione e le principali regolazioni;
Seconda rotella multifunzione. Le 2 rotelle permettono
di selezionare tempi e diaframmi senza dover schiacciare piccoli bottoni.
Su alcune reflex la 2° rotella permette una selezione veloce del punto
di fuoco;
Corpo macchina in lega anzichè in plastica;
elevata velocità di raffica (4/5 fps) e buffer di
memoria di dimensioni generose per poter scattare raffiche di decine di
foto;
Fotocamere Bridge.
Le fotocamere bridge hanno come obiettivo quello di garantire qualità di immagine e versatilità di una reflex limitando
però le dimensioni ed il peso della macchina fotografica. Un classico esempio di fotocamera Bridge è la Panasonic
DMC-FZ28. Si tratta di una soluzione di compromesso
con tutte le conseguenze del caso. La qualità ottica non è eccelsa dovendo garantire la copertura di un ampio ventaglio di
focali tramite zoom 10/12x, il sensore è piccolo e rumoroso non permettendo utilizzi in condizioni di luce scarsa, il peso è l'ingombro del corpo macchina
non sempre è limitato come ci si aspetterebbe.
Se state comprando la vostra prima macchina fotografica vi consiglio di scegliere una buona "compatta" magari scegliendola dalla lista delle
mie recensioni. Se già avete una macchina compatta che però non vi soddisfa forse è il momento di
passare ad una reflex amatoriale ma di qualità tipo la Canon EOS 450D.
Io sconsiglio fortemente qualunque macchina bridge. Hanno tutti gli svantaggi delle compatte (sensori piccoli e rumorosi in primis) ed
una qualità d'immagine e versatilità d'uso nemmeno lontanamente paragonabile ad una qualunque reflex moderna delle quali in
compenso mantengono pesi ed ingombri.
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