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Dopo il fotografo, la bontà dell'ottica è la
maggiore responsabile della qualità di un immagine. Prima di continuare
vi consiglio di visitare la sezione obiettivi
del corso di fotografia di Maurizio Chelucci. Ci sono almeno 3 aspetti principali
da valutare nella scelta dell'obiettivo (nel caso in cui compreremo una reflex)
o dell'insieme macchina fotografica e ottica nel caso propenderemo per una compatta:
Lo zoom. Prima di procedere con l'analisi di questo aspetto
vi consiglio di approfondire qui
le questioni relative ai termini focale e angolo di campo. E' inoltre opportuno
concoscere bene il significato del termine focale equivalente la cui spiegazione
si trova qui. Ciò
premesso lo zoom è senz'altro l'aspetto più pubblicizzato dell'obiettivo.
Sostanzialmente si tratta di un sistema a comando manuale (nelle reflex) o elettrico
(nella maggior parte delle compatte) che spostando delle lenti "avvicina"
(funzione tele) o "allontana" (funzione wide o grandangolo) il soggetto.
Lo zoom si caratterizza in base al suo fattore di moltiplicazione, ovvero al
rapporto fra la focale più lunga (tele) e quella più corta (wide
o grandangolo). Ad esempio uno zoom con una focale minima di 28mm ed una massima
di 200mm (un 28-200mm) si classifica come zoom 7X (200:28=7,1). Soprattutto
con le macchine compatte quasi sempre i fabbricanti pubblicizzano il rapporto
di moltiplicazione dello zoom. Per le macchine reflex difficilmente si usano
denominazioni basate sul fattore di moltiplicazione ma si preferisce indicare
la lunghezza focale reale dell'obiettivo. Avremo quindi zoom 17-55mm, 55-200mm,
24-70mm etc. In linea generale più il fattore moltiplicativo è
elevato più la qualità dell'ottica è inferiore. Inoltre
più lo zoom ha una estensione tele più il rischio di micromosso
aumenta quando avviciniamo molto il soggetto (soprattutto se non è disponibile un sistema di stabilizzazione).
Anche se è molto intrigante la possibilità di avvicinare soggetti distanti il concreto rischio di ottenere foto
mosse limita la possibilità di utilizzare praticamente estensioni tele molto elevate. Sopra i 200mm di
focale equivalente è praticamente impossibile ottenere foto nitide
senza un buon sistema di stabilizzazione e\o appoggiare la macchina ad un cavalletto\monopiede.
Trattata le caratteristiche "tele" di un obiettivo vorrei sensibilizzarvi sull'importanza, spesso trascurata, di valutare attentamente la scelta della
focale minima del vostro zoom. Questo perchè in linea generale è quasi sempre possibile avvicinarsi maggiormente al soggetto
se il nostro obiettivo tele non è sufficientemente "potente" ma spesso e volentieri non è possibile indietreggiare per racchiudere
nell'inquadratura tutti i soggetti (pensiamo ad esempio quando si fotografa fra le mura di casa un gruppo di persone!).
Normalmente le macchine compatte hanno focali minime equivalenti non particolarmente grandangolari di 35/36mm. Spesso tale
focale è insufficiente per poter avere un angolo di campo adeguato per fotografare in ambienti chiusi o per rendere al meglio l'ampiezza
di un panorama. Se avete questo tipo
di esigenze scegliete una macchina con focale equivalente minima di almeno 28mm (sul mercato ci sono compatte che arrivano fino a 24mm sacrificando un
poco la funzione tele dello zoom. Un sacrificio che a mio avviso vale la pena.). Per chi è interessato alle reflex
sottolineo il fatto che le focali incate su tutti gli zoom standard 18-55 sono le focali reali minima e massima dell'obiettivo. Tali focali vanno riportate,
per fare confronti omogenei, alla focale equivalente moltiplicando per 1,5 (sistema Nikon) o 1,6 (sistema canon)
tali valori.
Luminosità. La luminosità dell'ottica è
funzione dell'apertura massima del suo diaframma (vi invito a leggere qui
per comprendere il significato di diaframma nell'ambito di un obiettivo fotografico).
Normalmente le ottiche della macchine compatte hanno obiettivi con luminosità
massima f/2,8. Tale valore è piuttosto standarizzato e quindi nella scelta
di questa tipologia di macchina non rappresenta una discriminante. Viceversa
per le gli obiettivi delle reflex gli zoom standard a corredo delle macchine
con sensore APS-C hanno una luminosità massima di f/3,5 alla focale minima
e di f/5,6 alla focale massima (55 o 70 mm a seconda dei costruttori). In questi
casi il mio consiglio è quello di scegliere una delle seguenti soluzioni:
Soluzione economica: abbinare allo zoom standard una
ottica a focale fissa di 50mm con f/1,8. Questo tipo di ottica costa fra
i 100 ed i 150 euro e vi permette di avere una luminosità quadrupla
rispetto allo zoom di serie (quindi usare tempi 4 volte più veloci
evitando il rischio di foto mosse) da usare in caso di riprese a mano libera
con pochissima luce. Questa soluzione, pur economica, può risultare
scomoda per la necessità di cambiare l'obiettivo in condizioni di
ripresa con scarsa luminosità.
Soluzione più dispendiosa. Acquistare uno zoom
con apertura f/2,8 con lo stesso range di focali dello zoom standard che
potrebbe essere venduto o dato in permuta. Questa soluzione è più
costosa (si deve mettere a budget da 400 a 1000 euro a seconda del fabbricante
dell'ottica) e lo zoom ha normalmente ha peso e dimensioni maggiori di quello
standard.
Stabilizzazione. Per stabilizzazione si intende un sistema
che agendo sulle lenti o sulla posizione del sensore permette di compensare
le vibrazioni prodotte sulla macchina dalla nostra mano evitando quindi di ottenere foto mosse. Questi sistemi hanno
ovviamente dei limiti, ma riescono normalmente a fotografare con tempi 4 volte
maggiori senza pericoli di mosso. Ad esempio, se per un ottica di 50mm equivalente
montata su formato APS-C, il tempo massimo utilizzabile per non avere fenomeni
di mosso è circa 1/80 di secondo se l'ottica (o la fotocamera) è
dotata di stabilizzatore posso utilizzare tempi di ca. 1/20 di secondo. La possibilità di utilizzare tempi lunghi senza ottenere
del mosso è particolarmente utile quando la luce ambiente è limitata e per limiti fisici dell'obiettivo non si può "aprire" ulteriomente
il diaframma per permettere un maggior passaggio dei fasci luminosi. Faccio
notare che lo stabilizzatore non è un alternativa ad un ottica luminosa
in quanto se il soggetto che voglio fotografare è in movimento ho comunque
necessità di utilizzare un tempo veloce per congelarlo e quindi un diaframma
molto aperto diventa fondamentale per garantire una esposizione corretta. Infine
una considerazione commerciale: le ottiche e le fotocamere stabilizzate hanno
un costo superiore a quelle normali. Quindi il mio consiglio e quello di valutare
questo parametro nell'ambito di scelta della fotocamera solo se rimane l'unica
discriminante fra 2 fotocamere che soddisfano pienamente tutte le altre esigenze
e se l'aspetto economico non è vincolante. Se però siete degli amanti dei teleobiettivi la
stabilizzazione diventa un fattore discriminate importante per evitare il rischio di micromosso che comporta
l'utilizzo di focali molto lunghe.
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