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L'attesa per questo giro è stata lunga ed ansiosa. Le previsioni meteo per il weekend non sembravano favorevoli. Ne avremo certezza durante il viaggio! In ogni caso è stata una bella avventura anche se le foto sono poche e di qualità non eccelsa. Sotto la pioggia torrenziale l'ultimo nostro desiderio era fotografarci vicendevolmente!

Questo era l'itinerario programmato:
1° giorno
Vimercate - Lecco-Colico - Passo del Maloja (CH) - Saint Moritz - Fluelapass
2° giorno
Fluelapass - Davos - Klosters - Vaduz (FL) - Bludenz - Partenen - Landeck - St. Ankton am Arlberg
3° giorno
St. Ankton am Arlberg - Landeck - Passo Resia - Pass dal Fuorn - Livigno - Passo della Forcola - Passo del Bernina - Saint Moritz - Passo del Maloja - Lecco - Vimercate

Percorrenza totale: 764 chilometri.

Questa è la mappa:

Partiamo dopo un rapido pranzo in direzione della nostra prima meta, il Fluelapass. Già vicino a Lecco la pioggia incomincia a tenerci compagnia costringendoci ad indossare la tuta antipioggia. Per fortuna, appena varcato il confine italo-svizzero e poco prima di affrontare il Passo del Maloja il tempo si rimette al bello.

Ci fermiamo sulla terrazza ad ammirare la vallata sottostante. Scattiamo la prima delle poche foto di questo viaggio.

Mia moglie decide che "ha caldo"! Si sveste di conseguenza, beata innocenza... Non sa' ancora cosa l'aspetta!

Riprendiamo il viaggio ed in un baleno arriviamo a Saint Moritz. I nuvoloni sono sempre più minacciosi ma noi... Abbiamo fiducia! Facciamo un rapido giro in moto per il centro dell'opulenta capitale dell'Engadina e senza fermarci proseguiamo per Zernez da dove incomincia la salita al Fluelapass. Bastano pochi chilometri affinchè Giove pluvio incominci ad omaggiarci delle sue attenzioni. Rimettiamo l'antipioggia e stoicamente proseguiamo. Piove, piove sul serio, la visibilità è scarsissima ed il fragore della pioggia che picchia sul casco diventa indescrivibile. Passiamo Zernez e poi Susch, praticamente deserte. Appena incominciamo a salire il freddo ci assale. I guanti in pelle estivi sono intrisi d'acqua ed esaltano ancora di più la fredda temperatura che stiamo affrontando.

Dopo una salita che mi è parsa infinita vediamo la cantoniera più bella che potessi desiderare in quel momento...

E' la meta finale del nostro primo giorno di viaggio.

Il passo è deserto, noi dormiremo nella cantoniera trasformata in albergo (Hospiz Fluela)

Parcheggio la Zetina all'aperto, non si può fare altrimenti e lei subisce in silenzio.

Faccio una piccola disgressione dal tema motociclistico perchè l'albergo ne vale la pena. Certo, per apprezzarlo non dovete essere fanatici dei luoghi affollati e l'essere in buona e piacevole compagnia femminile aiuta! Noi abbiamo riservato l'unica piccola suite (si fa per dire) dell'albergo che ha la qualità di essere dotata di bagno e di un piccolo accogliente soggiorno con camino. Le camere sono completamente rivestite in legno, molto calde e caratteristiche.

Alcuni particolari rivelano le antiche origini dell'Hospiz Fluela che risalgono alla fine dell'ottocento.

Prima di scendere a cena mi affaccio alla finestra per avere qualche rassicurazione sulle condizioni meteo ma la situazione è sempre più sconsolante!

Ceniamo in una sorta di belvedere, sul lato interno dell'albergo. Una vasta vetrata panoramica ci suggerisce la possibilità di godere di scorci paesaggistici notevoli. Visto il tempo, non ci rimane che immaginare...

... e dedicarci al cibo non proprio dietetico che servono da queste parti che però appreziamo particolarmente!

Il programma originario prevedeva di passare la serata a Davos ma vista la temperatura esterna ormai prossima allo zero ed il tempo inclemente propendiamo per una salutare e riposante dormita. Al mattino, appena sveglio, controllo la situazione metereologica... Devo attendere qualche minuto prima di realizzare che non sto sognando! Neve dappertutto!!! A luglio!!! Questo è quello che vedo dalla finestra.

Scendiamo a far colazione, la nostra fede incrollabile nell'arrivo del bel tempo ci aiuta nei preparativi per la partenza. Ovviamente sono lunghi, ci dobbiamo intutare con l'antipioggia!

Usciamo dall'albergo per riprendere la moto. Mancano i pinguini altrimenti avremo potuto descrivere tranquillamente un paesaggio antartico! Lasciare fuori nella tormenta la mia povera creatura biruote è stato sicuramente un atto malvagio... ecco come l'hanno ridotta gli elementi della natura!

Aria tirata al massimo, giro la chiave e premo il pulsante d'accensione. Il 4 cilindri della zetina parte al primo colpo! Grandioso! Si riprende il viaggio in direzione Davos e dopo pochi minuti i guanti sono di nuovo inzuppati (ho imparato l'importanza dei copri guanti antipioggia!!!). Arriviamo a Davos sotto il diluvio e propendiamo per proseguire verso Klostner anzichè fermarci a visitare la città come programmato. Visto che continua a piovere saltiamo anche la visita di Kloster ed incominciamo a demoralizzarci! Ci proponiamo come prossima tappa Vaduz, la capitale del Liechtenstein.

Lungo la strada, vicino alla cittadina di Schiers, vediamo un cartello "Salginatobel Bridge - World Heritage Site". Decidiamo una deviazione e ci troviamo sotto la pioggia battente ad arrampicarci lungo i fianchi di una montagna su una strada larga un paio di metri quando va bene. Dopo una mezzoretta di viaggio in situazione tutt'altro che tranquilla arriviamo qui.

Il World Heritage Site scopriamo essere un ponte in calcestruzzo costruito agli inizi del secolo scorso caratterizzato da un architettura estremamente moderna e slanciata per quei tempi. Maggiori info le trovate qua. Il posto è incantevole, disperso in una valle trasversale e ricoperto di boschi. Peccato la pioggia inclemente!

Dopo l'amena deviazione proseguiamo per Vaduz che raggiungiamo nella tarda mattinata. Siamo già stati altre volte a Vaduz, tappa di viaggio per raggiungere Monaco di Baviera per l'Oktoberfest, ed è un posto che adoro. L'ordine e la pulizia di questo luogo sono esemplari, vien quasi voglia di togliersi gli stivali per calpestare il marciapiedi con i piedi puliti, un po' come si fa a casa propria...

La pioggia ci da' un attimo di tregua e speranza per il prosieguo del viaggio (mai speranza fu più vana!). Ci concediamo quindi una veloce visita in centro.

Riprendiamo la moto per salire al castello, dimora del principe reggente ma ricomincia a piovere. Non ci resta che proseguire per Feldkirch, l'ultima cittadina prima del confine austriaco. Sotto l'acqua arriviamo a Bludenz e qui ci fermiamo ad un distributore di benzina per fare il punto della situazione (tragica!). L'idea originaria era quella di salire a Gaschrun, passare il passo a 2036 metri di quota, scendere a Landeck per poi raggiungere Sankt Anton am Arlberg dove abbiamo prenotato l'albergo. Con questa meteo l'idea è al limite del suicidio! Propendiamo quindi per proseguire dritto, attraversare l'Arlbergpass a 1800 metri di quota e raggiungere quindi St. Anton risparmiando una cinquantina di chilometri. Per noi saranno solo 40 chilometri di strada ma saranno anche i più lunghi e fisicamente provanti che abbia mai percorso in moto. Immerso in una bufera di neve mista ad acqua ed equipaggiamento palesemente inadatto raggiungiamo l'Arlbergpass dove scorgiamo gli impianti di risalita di St Anton!

Raggiungiamo la cittadina e ci rifugiamo in albergo aspettando l'ora di cena. Siamo talmente demoralizzati che la macchina fotografica rimane chiusa in camera. Il mattino dopo continua a piovere ma non abbiamo scelta. Proseguiremo per Landeck e poi per il Passo di Resia. Da li, se continua a piovere torneremo a casa lungo l'autostrada del Brennero. Per fortuna, appena dopo Landeck il tempo migliora sensibilmente ed il nostro morale risale. Ci fermiamo a vedere dei carri armati della 2° guerra mondiale che fanno da guardiani ad un museo militare ricavato in un vecchio castello arrocato sul fianco della montagna.

La strada per il Passo di Resia è molto bella ed attraversa una splendida vallata verdeggiante. Raggiunto il passo siamo ancora più rinfrancati dalla meteo che continua a migliorare! Decidiamo così di procedere con il programma originario.

Scendendo dal Passo costeggiamo il Lago di Resia e ci fermiamo al sacrario militare posizionato poco prima di Malles

Raggiunto Malles svoltiamo a destra per ritornare in Svizzera e salire al Pass dal Fuorn. Lasciato l'abitato di St. Maria la strada diventa bellissima da percorrere in moto. Ampi curvoni sono alternati da tornanti trasformando la salita in un piacevole carosello. Finalmente ci divertiamo dopo quasi due giorni passati sotto l'acqua. Il passo arriva subito, quando ormai ci avevamo preso gusto. Quindici chilometri volatilizzati in un attimo!

Ci concediamo il primo caffè all'aperto della giornata seduti in una plendida terrazza con vista panoramica sulle belle montagne che ci circondano.

Finalmente ritorna la voglia di fare un po' di foto!

Rilassati riprendiamo la moto in direzione di Zernez e del Tunnel del Munt La Schera che porta a Livigno. Il Tunnel è a singola corsia ed a transito alternato. Facciamo appena in tempo a pagare i dieci euro del pedaggio che scatta il verde in nostro favore. In dieci minuti sbuchiamo sulla diga di Livigno. Curiosità geografica: dalla diga scende un rigagnolo d'acqua, lo Spol, che attraverso una serie di riversamenti in altri fiumi via via più grandi raggiunge il Danubio. Questo fatto permette all'Italia di sedere alla conferenza del Danubio che riunisce tutti i paesi attraversati dal fiume o dai duoi affluenti diretti od indiretti!

La valle di Livigno è accarezzata da un caldo sole estivo che ci rende decisamente felici dopo il trascorso bagnato dell'inizio del viaggio.

Livigno non mi piace! L'attraversiamo velocemente senza fare foto e raggiungiamo il Passo della Forcella attraverso il quale arriveremo nuovamente in Svizzera ed al Passo del Bernina.

Dalla forcella si raggiunge rapidamente il confine italo-svizzero e poi si ricomincia a salire sul carosello del Bernina. La zavorrina mi ricorda che le pieghe devono essere rigorosamente...verticali...altrimenti arrivano veloci scazzottature del petto e dei fianchi! Un po' acciaccato raggiungiamo il passo!

Da qui si può ammirare lo spettacolo del ghiacciaio del Diavolezza-Morteratsch e fare l'ultima foto della giornata!

Ripartiamo diretti a Saint Moritz per poi raggiungere casa attraverso il Maloja. A Chiavenna ci dobbiamo fermare per il caldo opprimente e liberarci di quel poco di abbigliamento termico che abbiamo portato con noi. Rimaniamo in maglietta e già rimpiangiamo un poco le temperature glaciali del Fluela!