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Ci alziamo alla mattina presto e raggiungiamo la stazione di Antony in 28 minuti di RER. Scendendo si sale sull’Orlyval, un trenino senza conducente che in pochi minuti raggiunge i due terminal dell’aeroporto. Il tragitto sul trenino è divertente e si può godere della vista frontale, cosa piuttosto inusuale e curiosa.

vista frontale dall'Orlyval.

Charles De Gaulle è collegato a Parigi dalla RER. L’aeroporto e collegato alla rete ferroviaria ad alta velocità per mezzo di una stazione TGV dedicata. I passeggeri che arrivano ad Orly e devono recarsi a Charles De Gaulle o viceversa possono utilizzare la RER che in circa un’oretta li trasferisce da un aeroporto all’altro. La RER ha elevatissime frequenze, non l’aspetti mai più di 5 minuti. Tutto questo rende gli aeroporti di Parigi un vero sistema di mobilità integrata. Se Penso a Malpensa, Linate e Bergamo mi intristisco.

L’Orlyval ci porta al Terminale Sud dove è prevista la partenza del nostro volo.

Il "nostro" terminal visto dalla stazione dell'Orlyval

La torre di controllo dell’aeroporto di Orly.

Il volo è previsto in partenza alle 11.00. Alle 9,00 esatte arriviamo al check-in che è ancora chiuso. Siamo fra i primi e quindi sicuramente capiteremo nel 1° scaglione con la possibilità di scegliere un buon posto a bordo (fotograficamente parlando).

Area arrivi di Orly.

Soffitti bassi e colori opachi per un aeroporto che non nasconde una certa età.

Il check-in apre con circa 15 minuti di ritardo. Sono solo 2 file ma gli addetti sono estremamente efficienti e tutto procede speditamente. Dopo pochi minuti siamo in giro per l’aeroporto a fotografare tutto il fotografabile!

Check in desk monitor. Di fianco a noi imbarcano il volo per Torino

Check in area Easyjet.

In compenso c’è una bella vetrata dalla quale si possono osservare e fotografare (male, per via dei vetri azzurrati) aeroplani rari da vedersi negli aeroporti italiani. Eccone una bella carrellata:

Airbus A320-200 di Aigle Azur.

Un Raytheon Hawker 800.

Celestair Airbus A319-100.

Corsair B747-300.

Corsair A330.

Anche la compagnia di bandiera transalpina è ben rappresentata. Da Orly partono parecchi voli Intercontinentali per i territori d'oltremare. Derive di aerei Air France spuntano sopra il terminale nord (alcuni sono B747). Ma quanti aerei ha Air France! CDG è pieno ed anche qui ad Orly ci sono i bestioni. Alla faccia della nostra povera Alitalia!

Un paio di A320 ed un CRJ100.

Derive di B747 in lontananza.

Un A320 della Tunisair mi sfila sulla sinistra. Riesco a fotografarlo solo di coda!

Airbus A320 Tunisair.

Nel frattempo arriva l'ora di imbarcarsi

Il nostro Volo è L'EZY4297.

Ci avviamo verso i controlli di sicurezza che passiamo velocemente. Il lungo tapis roulant che porta ai finger d’imbarco non funziona. Vabbè, percorriamo tutto il lungo corridoio a piedi. Tra l’altro siamo in abbondante anticipo.

Il tapis roulant che porta ai gates.

Questo corridoio è frequentato piuttosto bene! Come dite? E’ OT? Avete ragione ma è un bell’OT! E poi dopo quattro giorni di full immersion aeronautica vedere un bel sedere e due belle gambe non fa male!

Fauna femminile locale!

La rivista degli aeroporti di Parigi è gratis. Ovviamente mio fratello, da bravo italiano, se ne impossessa subito!

Aeroports Magazines.

Dall’isola dei finger faccio a malapena in tempo a fotografare l’Orlyval che vengo bloccato da un tipo grande e grosso dei servizi di sicurezza. Dice che è vietato fotografare. Evito discussioni e ripongo la mia EOS nello zaino. Per le foto in aereo userò la Olympus.

L'Orlyval visto dai gates d'imbarco.

Puntualmente, alle 10,25 incomincia l’imbarco. Salgono prima le famiglie con bimbi piccoli al seguito. Dopodichè tocca a noi. Una volta a bordo mi accomodo leggermente dietro al bordo d’uscita. E’ la posizione che mi piace di più perché permette di ammirare la biancheria fuori in atterraggio e decollo. Eccoci al gate (notate che stiamo facendo rifornimento. In Italia ci vorrebbe un battaglione di vigili del fuoco per poterlo fare. In Francia è normale! Unica precauzione richiesta ai passeggeri è quella di tenere le cinture slacciate. Del resto di aerei che prendono fuoco per colpa del rifornimento non ne ho mai sentito parlare!).

Il rifornimento del nostro A319.

Siamo off-block alle 10,55, cinque minuti in anticipo rispetto allo schedulato. E’ interessante notare come tutto l’equipaggio collabori con sollecitudine per accomodare i passeggeri il più rapidamente possibile. Dimostrano veramente molto impegno nel loro lavoro, un approccio completamente diverso rispetto agli equipaggi delle Major. Alla fine si parte in anticipo e devo dire che è un impressione molto piacevole!

Sfodero la mia compattina Oly digitale per documentare la nostra partenza.

Air France B747 fotografato durante il taxing .

Aspettiamo pochi secondi all’holding point e poi si decolla in direzione Milano. All’inizio si sale parecchio, sempre con la biancheria fuori finchè le case non lasciano spazio alla campagna. Solo allora il nostro A319 pulisce l’ala. Saremo più o meno a 10.000 piedi.

Saliamo con la "biancheria" fuori per un lunghissimo tratto.

Il volo procede senza particolari avvenimenti. Non sono riuscito a capire la rotta ma non importa. Quelli davanti sono in grado di fare un buon lavoro anche senza di me!

Si avvicinano le montagne.

Dopo poco vediamo le alpi sotto di noi!

Le Alpi ed il loro maestoso spettacolo.

Mi viene voglia di scendere dall’A319 e salire sul mio Tucano per volare a 50 metri da quei bellissimi ghiacciai (lo so’! E’ pericoloso, meglio evitare. Se si vuole volare in montagna è bene stare in alto!)

La lunga lingua di un ghiacciaio alpino.

Passate le Alpi arriva la pianura padana e ci apprestiamo ad atterrare a Milano Linate. Il paesaggio dall’aereo mi ricorda i Trip Report di Daniele dalla Cina. Stessa soffocante foschia! Intanto il nostro Baby Bus ha steso la biancheria

In avvicinamento a Milano Linate.

Finalmente tocchiamo sulla 36R di Milano Linate. Il Baby Bus perde ogni pudore e ci mostra i suoi lati più intimi mentre sulla taxiway un suo fratellino italiano rulla per l’holding point.

L'ala del Airbus A319 all'atterragio. Spoiler Up & flaps down.

Siamo on block 12,05 con ben 20 minuti di anticipo rispetto allo schedulato. Brava Easyjet. Malgrado l’anticipo la sindrome da sbarco colpisce i passeggeri che saltano immediatamente in piedi non appena l’aereo è fermo!

Siamo arrivati!

La SEA impiega oltre 10 minuti per mandarci un pullman che ci riporti al terminal! Vergognoso!!! Ne approfitto per fare qualche foto al piazzale.

Il piazzale di Linate.

Quando arriva l’autobus sbarchiamo. Non riesco a fare una foto decente dell’aereo che ci ha riportato a Milano. Questa l’ho inserita per i fanatici delle marche (G-EZEU).

G-EZEU on block.

In conclusione una considerazione sulla SEA e sul suo operato. Come ho detto alle 12,05 eravamo on block. Alle 12,16 si sono degnati di mandarci un pulmino. Al ritiro bagaglio il landing time indicato sui monitor era 12,19. Una bugia immensa! Bel modo di migliorare i risultati delle statistiche. Anziché ottimizzare le performance si falsificano i numeri! I bagagli ci vengono consegnati alle 12,49! Quasi lo stesso periodo necessario per volare da Parigi a Milano. Tutto questo di domenica ed in un orario off peak! Ingiustificabile!

Invece sono stato piacevolmente sorpreso da Easyjet. Equipaggio perfetto, servizio efficiente e puntualità straordinaria. Inoltre, a differenza di Ryanair, parte da aeroporti molto meglio localizzati (Ryanair hai il coraggio di spacciare Beauvais con Parigi. Con lo stesso metro potremo inventarci gli aeroporti di Verona Milano o Torino Milano!).

Domani si torna al lavoro… Non prima di aver portato mia figlia a far visita al mio piccolo Tucano ed averci fatto tranquillo volo tardo pomeridiano! Per qualche giorno riuscirò a fare a meno degli aeroplani… Forse!