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Sabato scorso è stata un grande giornata che voglio condividere con voi!
Purtroppo succede che anche gli ultimi bastioni del celibato cadano eroicamente sotto i potenti colpi della
invincibile testardaggine e costanza delle femmine!
Quindi sabato è stato organizzato l'ormai consueto raduno di tutti gli amici della vittima di turno per festeggiare
insieme gli ultimi momenti di libertà prima del passo fatale: il matrimonio! Questa volta però, anziché il solito
tracannamento di cibo e di alcool in quantità assolutamente smodata e sconveniente, con seguito di triste spettacolo
sexy/voyeuristico abbiamo pensato di organizzare qualcosa di diverso e decisamente più emozionante.
La brillante mente di uno degli amici ha partorito la splendida idea di un volo in aliante! Inizialmente la cosa mi
lasciava abbastanza freddo in quanto no ho mai amato il volo a vela considerandolo come una specie di fratellino
minore del volo vero, quello a motore. Pur tuttavia mai e poi mai avrei perso l'occasione di staccare i piedi da
terra per volare realmente.
Ci ritroviamo quindi all'aviosuperficie di Alzate Brianza, in provincia di Como, dove ha sede una delle scuole
aviovelistiche più antiche d'Italia. La giornata è afosa con calma assoluta di vento a terra ed in quota e
temperature africane. Il Direttore della scuola ci informa subito che non è la giornata ideale per volare in aliante
in quanto le termiche sono praticamente inesistenti rafforzando in me la convinzione che il volo a vela è un
surrogato, manco tanto buono, del volo tradizionale a motore. Come vedrete mi sbagliavo di grosso!
Incominciamo il briefing dove ci viene spiegato l'uso del paracadute d'emergenza e le modalità di lancio. Ci dicono
che le macchine sono ultrasicure ma il rischio di collisione con altri alianti in volo è sempre presente ed in tali
casi diventa quasi sempre inevitabile il lancio con il paracadute. Nessuno dei piloti presenti ha mai avuto la
necessità di usarlo e quindi gli unici che potrebbero descriverci l'esperienza sono quelli che ci hanno provato ma non
ci sono più!
Finalmente si va' in linea di volo. Forte della mia esperienza simulaviatoria mi offro come volontario per il primo
volo. L'aliante sul quale volerò, nella posizione posteriore di passeggero, è un biposto Schleicher ASK21. Davanti
a noi, sulla pista asfaltata è già pronto a partire il trainatore, un Robin DR400. Indosso il paracadute e con
attenzione mi allaccio i moschettoni dell'imbrago. Mentalmente cerco di ripetere la procedura di lancio: sganciare
le cinture di sicurezza a 5 punti dell'aliante, sganciare la capottina di plexiglass, abbandonare il cockpit e
contare fino a 3 dopodichè tirare il maniglione con un ampio movimento del braccio e. pregare! Penso che in caso di
emergenza reale molto probabilmente riuscirei ad arrivare senza grossi problemi alla fase 1.
Salgo sull'aliante e subito mi trovo a mio agio. Il cockpit è avvolgente ma lascia spazio ai movimenti. Il tutto mi
sembra molto naturale, come sedersi alla guida di una macchina sportiva di razza. La mia strumentazione è ridotta
rispetto a quella del pilota: altimetro (in metri e già regolato sul QFE di Alzate 965mb), variometro (in m/s),
variometro elettronico (anch'esso in m/s) , virosbandometro e indicatore di velocità (in Km/h). Niente orizzonte
artificiale!
Scambio due chiacchiere con il pilota, gli dico che volo spesso con FS2k2 ma lui non apprezza essendo un fan di
X-plane. Secondo lui le dinamiche dei velivoli sono molto migliori in quest'ultimo che non nel nostro amato FS, ma
questo noi già lo sappiamo. Gli spiego che la mia vera passione è il mondo dei liner, dei cockpit ultramoderni,
degli FMC, del mondo dell'IFR e che quindi la dinamica di volo dell'aereo per me ha un valore relativo visto che a
400ft normalmente inserisco l'AP e lo sgancio solo quando sono stabile sul glide. Per me la vera sfida incomincia
con la pianificazione del volo, l'analisi del meteo, la selezione del livello di volo migliore per minimizzare i
consumi fatto anche in funzione dei venti in quota (grazie a FsMeteo!), programmare l'FMC e poi farsi otto ore di
volo da Roma a New York ed arrivare esattamente dove volevo ed esattamente nel tempo programmato con la giusta
riserva di carburante.
Arriva il momento di decollare. L'aliante viene agganciato al trainatore.
Completiamo una takeoff checklist di 4 punti: canopy chiuso e bloccato, comandi liberi ed efficienti, prova diruttori,
cinture allacciate. Niente a che vedere con la checklist del mio amato B737-400! Qualche secondo ancora e si parte.
Il pilota alza il pollice al cielo e ci muoviamo dietro al povero Robin che con oltre 30° di temperatura penso
fatichi non poco a portarsi dietro l'ASK21. Dopo pochi metri siamo in volo mentre il Robin è ancora a terra. Per
adesso non ho particolari sensazioni. Sembra di decollare con un Cessa 152 un poco più silenzioso. Appena il Robin
decolla incominciamo a salire (ca. 2m/s) virando a sinistra. Quasi subito il pilota mi dice di "prendere la
cloche". Mi viene un groppone in gola e 1000 pensieri. Devo pilotare io mentre siamo al traino pochi metri dietro
il Robin?!?!?! E poi, non siamo mica in FS. Non ho feeling con il mezzo e tanti altri pensieri mi passano per la testa
in 1 millisecondo. Il braccio si avventa sulla cloche cercando di imporre la mia autorità. Il pilota mi chiede di
lasciare immediatamente la cloche!. Devo limitarmi ad appoggiare il palmo della mano sulla barra perché per il
momento chi guida e lui. Un sospirone di sollievo normalizza la situazione. Tengo la mano morbidamente sopra la
cloche e i piedi appoggiati sulla pedaliera. Il Robin manda un po' di turbolenza sul nostro aliante e costringe
il pilota a continue correzioni di cloche e di pedale. Mentre saliamo mi godo il paesaggio dell'alta Brianza: a est
si intravedono i laghi di Oggiono e di Lecco mentre a sinistra man mano che saliamo prende forma Como ed il suo lago.
Sotto di noi boschi, prati e tante belle case, molte con piscina.
Osservo la strumentazione, per me un po' strana essendo in metrico decimale. Cerco di fare qualche calcolo per
trasformare i m/s in Ft/min ma desisto subito. In quel momento ho altri pensieri a cui dare retta! Noto però che il
variometro (che suona all'impazzata) balla tantissimo. Da una media di 2m/s si arriva a delle punte di 5 m/s. A
bordo siamo un po' sballottati e la cosa mi diverte. Arriviamo a 750 metri, quota di sgancio. Il pilota tira la
pallina gialla situata in basso a sinistra del cockpit ed il Robin schizza verso l'alto mentre noi ci buttiamo subito
giù a destra con una bella virata coordinata. Siamo praticamente allo stesso livello di una lunga cresta boscosa e
sorvoliamo gli alberi a pochi metri sotto di noi con una velocità di 150 Km/h. Finalmente capisco che cosa vuol
dire volare in aliante! In un baleno tutti i pregiudizi che avevo sono cancellati.
L'emozione che provo è impagabile. Il vento soffia sopra il canopy fischiando furente mentre l'aliante scollina
a pochi metri dalla cresta e si ributta giù in un profondo vallone verde e disabitato. Cerchiamo qualche termica
per fare un po' di quota ma l'impresa e difficile. Continuiamo con un classico volo di pendio andando avanti ed
indietro per il canalone perdendo solamente pochi metri.
Ad un certo punto il variometro riprende a suonare! Abbiamo trovato una termica! E' piccolissima, pochissime decine
di metri. Il mio pilota si mette a volare in un circolo strettissimo. Non ho l'orizzonte artificiale ma ad occhio
abbiamo un bank di almeno 45°, forse anche 60°. Il pilota guarda fuori dal canopy per centrare il punto esatto della
termica. Praticamente non guarda mai gli strumenti.Dice che ormai l'esperienza lo porta a volare con il sedere e gli
occhi che guardano fuori dal cockpit. Quindi gli strumenti sono per lui abbastanza inutili in questa fase. Facciamo
ca. 100 metri di quota in qualche minuto di volo. Poca cosa, ma visto la giornata meglio di niente.
A questo punto arriva il mio momento. L'aliante si allinea in volo quasi livellato ed il pilota mi dice di prendere
i comandi, e questa volta per davvero. Mi ricordo i post della ML, ed i tanti articoli letti sulla conduzione del
volo e della necessità di essere dolci e delicati con i comandi.
Appoggio la mano sulla cloche, ben salda ma allo stesso tempo mobile. Il pilota mi spiega che contrariamente a quanto
avviene sugli aerei con l'aliante devo dare un colpetto di pedale per impostare la virata e poi proseguire con la
cloche. Ok, ci provo! Pedale destro, cloche a destra, l'ala si piega sotto di me ed incominciamo a virare. Cerco di
tenere la pallina al centro, il variometro a zero e la velocità a 100 Km/h. Gli occhi sono incollati sui tre
strumenti davanti a me . Sembrano mille per quanto è l'impegno che profondo nel monitorarli. Ovviamente, vista la
mia incapacità, il variometro incomincia scendere, la velocità a salire è la pallina è completamente fuori centro.
Tuttavia accenno il recupero, come del resto si fa' in FS, ma non faccio nemmeno in tempo a pensare di eseguire la
manovra che il pilota interviene energicamente rimettendo in assetto l'aliante. Si va avanti così per qualche minuto,
virata destra, virata sinistra, sali, scendi. E sono io che piloto. E' indescrivibile l'emozione che provo nel vedere
l'aliante reagire alle mie sollecitazioni. Basta sfiorare la cloche o i pedali e lui esegue repentinamente. Splendido!
Sta arrivando la fine del volo ed il pilota riprende in mano i comandi per farmi provare "qualche emozione forte".
La cloche va tutta indietro. Il variometro schizza verso l'alto cicalando sempre più forte e d a un certo punto. Mi ritrovo
sospeso nel vuoto, immerso nel silenzio più assoluto per qualche attimo che a me è sembrato eternità. Abbiamo
stallato! Il muso incomicia a piegare verso il basso, sempre di più verso il basso.
Scendiamo praticamente in verticale per qualche secondo recuperando portanza e velocità. Facciamo un bel looping a
sinistra e poi giù verso il campo. Questo è l'aspetto più intrigante dell' aliante. Non hai un secondo tentativo.
O atterri o atterri. Ironicamente chiedo al pilota se vogliamo ripassare la procedura di go-around e lui mi spiega
che per atterrare con l'aliante devi essere sempre uguale a te stesso. Sempre! Devi sempre avere gli stessi
riferimenti del campo, le stesse quote e le stesse velocità della volta prima. Se è andata bene allora andrà bene
anche adesso! Scendiamo veloci a oltre 150 Km/h con i diruttori alzati.
Ci posizioniamo altissimi sul sopravento sinistro del campo (se ricordo bene la pista è orientata a 21/03 con
atterraggio preferenziale sulla 03). Appena oltre la soglia pista viriamo stretto per il finale. Secondo me siamo
altissimi e velocissimi. La pista è quasi sotto di noi ed è fortemente in pendenza (sale! Ed è per questo che viene
usata per l' atterraggio. Inoltre facilità non poco i decolli dalla parte opposta!). Se fossi stato su un aereo a
motore avrei riattaccato, invece il pilota butta giù ancora di più il muso. La velocità è a oltre 130 Km/h (calcolo
mentalmente poco più di 70 nodi). Ricordando la Vref di ca. 60 nodi del Cessna 172 chiedo al pilota se non trova
che siamo un po' veloci ma lui mi tranquillizza. Atterriamo precisi e leggeri al 1° terzo di pista con l' aliante
che si sposta a destra verso il prato. Ci fermiamo a lato della testata pista dove i miei amici aspettano trepidanti
il loro turno! Il pilota si girà e mi dice che forse eravamo un po' veloci ma che non essendoci alternative quella
velocità andava bene così com'era!
Scendo dall'aliante sudato marcio ed incomincio a sentire il caldo martellante della giornata. Anche la testa
adesso mi "gira" un poco. Lassù però non me n'ero accorto! Ringrazio il pilota e mi rilasso un poco condividendo
con gli amici questa splendida emozione. Ho definitivamente cambiato parere sul volo a vela!
Questo splendido weekend aviatorio si è concluso lunedì mattina con un bel volo LIME-LIRF (la tratta di ritorno
del LIRF-LIME che il giovedì prima mi ha portato a Milano con moglie e figlia!) operato con un A320-200 di Volareweb.
Mi sono venute in mente tanti confronti e considerazioni. Certo, ho imparato che il volo a vela è fantastico ma il
suono dei CFM-56 alla potenza di decollo e le vibrazioni dell'aereo che corre lungo la pista rimangono per me
l'apoteosi delle emozioni. E' quando quegli 80.000 Kg di plastica e metallo si sollevano nell'aria compiendo ancora
una volta lo splendido miracolo del volo un brivido impercettibile mi avvolge e capisco di essere ancora una volta
di più libero. Libero di volare e di ammirare questo splendido pianeta dall'alto dei suoi cieli. Libero di
emozionarmi di fronte alla grandiosità di una splendida macchina volante!
Per la cronaca, in conclusione, la giornata dell'addio al celibato è finita con il solito mangiatone ben innaffiato
d'alcool!
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