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E’ il primo trip report che faccio. Mi scuso fin d’ora per la qualità delle foto.
Per alcune do la colpa alla mia compatta Olympus Camelia C220 da 2 megapixel. Il problema è che la qualità non
migliora nemmeno con la Canon EOS 300D… traete voi le conclusioni...
Il racconto si suddivide in tre fasi distinte. Per cui se volete saltare la prima parte potete scegliere una delle opzioni
seguenti
Se state leggendo qua vuol dire che avete deciso di seguire il racconto fin dall'inizio!
L’occasione del viaggio è la visita al salone aeronautico di Parigi Le Bourget. Si vola con Easyjet da Milano Linate
a Parigi Orly. Arrivo in aeroporto con mio fratello alle 11,15 dopo aver lottato contro il consueto traffico
mattutino di Milano. Il check-in, contrariamente a quanto mi aspettavo, è deserto. Passati i controlli di sicurezza
girovaghiamo per l’aeroporto visto che siamo in abbondante anticipo (è una bella sensazione. Di solito, quando
viaggio per lavoro, se riesco a salire “al tuffo” su un aereo mi considerò già felice!). Abbiamo tutto il tempo per
fotografare il piazzale dove è già parcheggiato l’aereo che ci porterà a Parigi.
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Vista del piazzale di Linate. |
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Il Gate d'imbarco. |
Il volo è previsto per le 13,00 e l’imbarco inizia puntualmente alle 12,25. Easyjet imbarca per scaglioni. Al momento
del check-in viene assegnata una lettera sulla carta d’imbarco. Chi ha la lettera “A” si imbarca per prima. Poi
vengono i passeggeri con la lettera “B” e così via. Noi abbiamo la “C” e siamo nell’ultimo gruppo. L’aereo è un A319
“special version” con le 4 overwing exit appositamente costruiti per Easyjet. Per gli appassionati delle marche
quelle del nostro aereo sono G-EZEZ. Eccolo fotografato dall’autobus.
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Il nostro Easyjet G-EZEZ in compagnia di aerei Alitalia ed Air One |
Salendo a bordo, riusciamo a sistemarci nelle ultime file (la 24) dove mio fratello si siede al finestrino ed a me
tocca un odiatissimo centrale. L’aereo è praticamente nuovo e l’equipaggio estremamente amichevole. Belle le divise
informali con jeans e camicetta sportiva che sdrammatizzano la figura dell’assistente di volo. Tra l’altro
immagino che siano anche più comode rispetto ai tessuti di quelle tradizionali.
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A dispetto dei 156 sedili su questo A319 il pitch è più generoso di quanto pensavo. |
Il pitch dei sedili, per un volo di poco più di un’ora, è da considerarsi adeguato. Easyjet si fa’ apprezzare anche per l’allestimento
degli aerei che comprende tendine ai finestrini, sacca portaoggetti e tavolinetto. Per i “non esperti” dovete sapere
che la sua più diretta concorrente (Ryanair) non sempre offre queste “amenità” e quindi la mia nota non è fuori
luogo!
Siamo off-block puntualissimi alle 13,00. Taxi in direzione della 36R dalla quale decolliamo alle 13,05 con un
aggressivo rolling takeoff.
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L’aereo è pienotto (stimo ad occhio un 75% di Load factor). |
Si sale verso Saronno e poi si attraversa le Alpi su quella che stimo essere l’intersezione banko. Come al solito le
Alpi ci offrono uno spettacolo entusiasmante!
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Il massiccio del Monte Bianco |
Il volo procede veloce verso Parigi senza particolari eventi. L’atterraggio ad Orly avviene alle 14,05 esatte.
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Veniamo parcheggiati ad un comodissimo finger. |
Ecco una carrellata di aeroplani normalmente assenti dagli aeroporti italiani:
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Airbus A330 di Egypt Air con contorno di ATR42-500 ex Air Littoral. |
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Airbus A330 di Air Algerie. |
L’aeroporto di Orly ha l’apparenza di una struttura vecchiotta ma ha un traffico più che dignitoso.
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Una Hall dell'aeroporto. |
Andiamo a recuperare il bagaglio al nastro 5. L’aereo è indicato come arrivato alle 14,25 ma in realtà eravano
on-block alle 14,10. A ulteriore conferma che le low cost “recuperano” tempo allargando gli stimati della durata
dei voli.
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Monitor degli arrivi con indicato il nostro volo (EZY4298). |
Per adesso basta con gli aeroplani! Oltre ad avere aeroporti ed ospitare uno dei più importanti saloni aeronautici
del mondo, Parigi è anche una bella città. Quindi scelgliete cosa volete fare:
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